Sfatiamo subito un mito: la Thailandia è meta del turismo di massa da qualche decennio e ormai le sue bellezze naturali sono allo stremo.
I luoghi più magici ed incontaminati sono stati cementificati senza pietà e fuori dai resort di lusso c’è tanta spazzatura quanto nei più disgraziati slum indiani.
Quindi se volete andare in Thailandia ed evitare di trovarvi su spiagge affollate quanto quelle della Riviera Adriatica, tra degrado, baby prostitute e disco bar infernali abbiate cura di scegliere una destinazione il più remota possibile.
Ma soprattutto fate in modo che la vostra sistemazione vi permetta di godere dell’unico e vero lusso offerto da questi luoghi: quello del contatto con la Natura.
Non chiudetevi in una stanza d’albergo con l’aria condizionata, non siete a Miami o a Milano Marittima!
Godetevi la sabbia, il cielo stellato, il vento tra gli alberi, il rumore del mare, i richiami degli animali selvatici!
Che possiate spendere 20 o 500 euro a notte poco importa: il mio consiglio è quello di provare a vivere per qualche giorno in maniera diversa.
La mia alternativa al Railei Beach Club è stata per parecchie settimane il Golden Buddha Resort a Ko Phra Thong: 12 km di spiagge deserte, niente connessione internet, energia elettrica ed acqua calda razionate.
Alla fine abbiamo scelto un luogo meno spartano ma che ci permettesse comunque di vivere a stretto contatto con la Natura.
Il Railei Beach Club non è un hotel nè un resort, ma un giardino tropicale affacciato sulla meravigliosa spiaggia di Railay West con ville private in stile thai.
Le case sono incantevoli e, benché si viva praticamente all’aperto, garantiscono una privacy assoluta: difficilmente capita di incontrare altri ospiti e nonostante ci fossero delle famiglie con bambini non le abbiamo mai viste né sentite se non all’ora dell’aperitivo, nella Club House sulla spiaggia.
La nostra casa non aveva vetri alle finestre né aria condizionata, solo tende di bambù e grandi ventilatori in stile coloniale, ma vi assicuro che ho dormito sonni da principessa e che, per qualche misterioso motivo, gli sciami di zanzare feroci che infestavano ogni angolo della foresta non si sono mai spinti fino alla nostra camera.
Niente acqua calda se non quella della doccia, niente TV, niente chiavi né serrature, niente scarpe (nelle case thailandesi si cammina rigorosamente scalzi) e naturalmente bagni open air.
D’altra parte i servizi messi a disposizione degli ospiti del Railei Beach Club sono eccellenti: connessione wi-fi, pulizia giornaliera, transfer da e per l’aeroporto di Krabi in barca ed auto privata, massaggi thailandesi, spesa consegnata a domicilio e servizio di private chef.
Insomma il giusto compromesso hippy chic tra le capanne abitate dai free climbers rasta di Tonsai Beach (di cui vi parlerò presto, è una minaccia!) e i 700 euro a notte del Rayavadee Resort.
N. B. Rigorosamente sconsigliato a chi:
– Non può vivere senza aria condizionata e TV.
– Ha la fobia di rettili e scimmie (gechi, lucertoloni, piccoli serpenti e scimmiette curiose sono all’ordine del giorno).
– Cerca una vivace vita notturna.
Fantastico, mi e’ venuta voglia di partire!
Non mi dire nulla: io ripartirei subito 😀
Cara Roberta,
Bellissime immagini, anche io sono del parere che in questo mondo globalizzato e massificato riuscire a trovare la solitudine e il contatto con la natura non abbia veramente prezzo (mi son accorta che sto parafrasando una pubblicita’) anche se di più’ difficile organizzazione.Benvenuta nell’Italica bruma .un abbraccio Fabiana
Ciao cara,
hai proprio ragione! Io me ne sono accorta “invecchiando”!
In passato l’unica mia esigenza era che gli hotel in cui soggiornavo rispondessero ai canonici standard di qualità, cioè che fossero belli, puliti e confortevoli.
Adesso non mi basta più e quando la mia destinazione di viaggio non è una città voglio qualcosa di speciale: il silenzio, la pace, la natura incontaminata e starmene in un luogo remoto… sennò tanto vale stare a casa!
Peccato che di questo passo diventerà sempre più difficile (e costoso) trovare posti belli ed incontaminati 🙁
Anche in questa penisola remota ormai arrivano le barche con gli escursionisti-cavallette che lasciano spazzatura ovunque… per fortuna davanti al nostro Beach Club e davanti al Rayavadee non posso attraccare motoscafi e long tail boat e quindi abbiamo comunque goduto di una certa tranquillità anche negli “orari di punta”.
Ma che tristezza vedere le scimmie nella giungla giocare con le bottiglie di plastica e con i sacchetti di patatine dei turisti 🙁
Ho visto addirittura sulla spiaggia di Phra Nang dei pannolini sporchi abbandonati sulla sabbia… per come la vedo io ci vorrebbe il taglio immediato della mano a questa gente incivile, come monito… così vediamo se il prossimo si munisce di sacchetto e si riporta le proprie porcherie a casa!
Sembrerò snob e acida ma la globalizzazione e il costo dei biglietti aerei alla portata (quasi) di tutti hanno rovinato il concetto stesso di viaggio.
Prima viaggiare comportava costi e sbattimenti così grossi che solo chi era veramente curioso ed appassionato se li sobbarcava… adesso tutto il pianeta è un formicaio di gente che si sposta continuamente da un posto all’altro, così tanto perché va di moda… che amarezza!
Un grosso abbraccio.
Meraviglia delle meraviglie……..semplicemente stupendooo ! Queste si` che sono le vere vacanze da sogno ! 🙂 …..e la spiaggia e` incantevole. Welcome back !!
Grazie cara!!!
Che trauma tornare al clima autunnale e alla routine quotidiana 🙁
Un bacione a tutti :-***
… è nato Artigianamente.it….
ciao
momben
Che bello Ben!
In bocca al lupo di cuore per questa nuova avventura 🙂
Sogno *-*
Ma toglimi una curiosità: quale esotico animaletto ha realizzato quelle splendide geometrie sulla sabbia?
Baci tesora :***
I granchietti tesora!!!
Sono microscopici e scavando la sabbia fanno questi piccoli e deliziosi ricami 🙂
Che bello <3 <3 :)!
Questo posto ti piacerebbe un sacco 🙂